Benessere fisico, psicologico e "biologico". Declinato in tal modo, il benessere sembrerebbe una virtù di pochi. Un'esclusiva dei giovani, una qualità degli atleti sportivi. Eppure un'eccezione non confermerebbe la regola
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Lui si chiama Manfredi Salemme, è un pensionato di 63 anni, vive a Cogorno, un paese in provincia di Genova, e ama camminare ad alta quota. Il suo fisico è asciutto e tonico, la sua muscolatura visibilmente allenata. Lo scorso anno Salemme ha attraversato l'Italia con un itinerario (mozzafiato) di oltre 2.000 chilometri, dalla Liguria alla Sicilia. Nessun eroismo o guinness dei primati, certo, ma la storia non è finita qui...
Manfredi Salemme è appena ripartito per un'altra impresa, la “Guya Trekking 2009”. In questo momento i piedi dell'atletico pensionato sono in marcia lungo l'incantevole Via Alpina dopo essere partiti, lo scorso 31 maggio, da Trieste. Destinazione? Ventimiglia.
Un'agenda particolarmente densa di impegni quella del sessantenne ligure, che percorrerà oltre 2.300 chilometri in tre mesi (circa 93 giorni), attraverserà 8 nazioni, affronterà dislivelli di quasi 3000 metri di altitudine e – come da programma – potrà riposarsi nei rifugi alpini delle località montane, preparate al suo arrivo. Un percorso sorprendente, uno sforzo encomiabile.
Si è sentito parlare di “Salemme in solitaria” o di “completa solitudine”, ma non è così. Ad accompagnarlo nella sua camminata è un gruppo di studiosi della facoltà di Scienze motorie dell'Università degli studi di Verona che – in collaborazione con alcuni sponsor come Admo, il Segretariato Internazionale “Via alpina” di Grenoble, il Club Alpino Italiano, Gronell calzature e Loacker – ha deciso di monitorarlo. “Con questo progetto i ricercatori vogliono capire in quale modo uno sforzo fisico come quello compiuto da Salemme nella sua impresa può essere proposto a persone meno preparate, cercando di costruire un allenamento per passare dalla normale passeggiata quotidiana ad un'attività di cammino programmata”.
Da diversi anni l'équipe diricercatori dell'ateneo scaligero è specializzata nello studio dell'attività fisica delle persone adulte, in particolare in relazione all'attività del cammino. Questa ricerca scientifica ha un preciso obiettivo: capire se il segreto del benessere proviene dall'attività fisica e scoprire i vantaggi che l'attività motoria regala alle persone adulte o anziane, persone sportive ma non a livello agonistico.
Salemme, insomma, farà da “cavia” ai laboratori dei ricercatori alle prese con il suo rendimento fisico e il monitoraggio dei tre mesi avverrà attraverso una serie di test antropometrici distribuiti in 9 precise tappe dell'itinerario. La sua impresa potrà essere seguita sul sito dell'evento Guya Trekking e sulla web radio dell'Università di Verona.
Mentre nella camminata alpina del 2008 il pensionato ligure era stato monitorato solo dal punto di vista fisico, quest'anno si è deciso che non saranno studiati soltanto il corpo e dunque la ricezione fisica di Manfredi, ma anche l'impatto emozionale dell'uomo. Un'analisi psicologica regalerebbe un quadro ancor più completo al risultato scientifico firmato dai ricercatori universitari.
E se il benessere di cui parlavamo all'inizio poteva sembrare una virtù esclusivamente “giovanile”, dal 31 maggio, e per tre mesi, potremmo forse scommettere che non è solo così...