Se ne fa un gran parlare ma il problema rimane: ancora troppe ragazze si ammalano d'anoressia, il "mal sottile" del nuovo secolo che oggi contagia anche la rete.
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D’anoressia si parla ormai da molto tempo, come uno dei fenomeni più terrificanti dell’era contemporanea, che colpisce ogni anno 3.500 individui (Eurispes), soprattutto di sesso femminile. Un’epidemia subdola e silenziosa, i cui segni visibili emergono spesso troppo tardi, rendendo il recupero ospedaliero difficile, se non impossibile. E intanto il peso delle vittime continua a scendere fino a cifre impensabili, 40, 30, 25 chili, realizzando la vittoria autodistruttiva delle ragazze che hanno sfidato la bilancia, spesso senza motivo e, di certo, senza l’aiuto di un esperto.
Spuntano i colpevoli, additati dalla società come i ‘nuovi mostri’. La televisione, il cinema, i rotocalchi, la moda, responsabili della diffusione di un modello ‘scheletrico’ che oggi fa dietro front proponendo un tipo di bellezza più umana. Eppure, le percentuali continuano a lievitare, abbassando i limiti anagrafici (ormai l’età più a rischio è tra i 14 e i 20 anni mentre il 10% ne ha appena 12) ed “autoalimentandosi” attraverso siti e blog pro-ano che oggi conoscono un vero e proprio boom. Inferni virtuali in cui le vittime si aggiornano sui reciproci “progressi”, si scambiano consigli su come procurarsi il vomito (l’arma più micidiale dell’anoressia), su quali lassativi assumere e su come non farsi ‘beccare’ da amici e genitori, fanno a gara a chi pesa meno o a chi muore prima.
E mentre gli USA, da cui il fenomeno si diffonde, lanciano la campagna “Reflection”, rimandando il problema ai suddetti modelli sociali, in Italia qualcuno getta un fascio di luce sulle atrocità della blogosfera. Si tratta di Andrea, autore 24enne di “Beautiful” (EditoreNoReplay, 2008, 144 pp, 12€), un libro che indaga dall’interno il mondo di tre ragazze, Kiara, Elena e Diana, affette dal nuovo ‘mal sottile’. Seguaci di Ana, la dea del digiuno, consumano vite e speranze in un vortice senza fine, documentato dallo scrittore milanese grazie a due anni di studio ‘dal vero’. L’opera non fornisce né giudizi né consigli velleitari ma nasce da un ascolto privo di preconcetti, l’unico in grado, secondo l’autore senza cognome, di restituire un po’ di speranza a tutte le ragazze il cui unico desiderio è scomparire senza lasciare tracce.
Guarda il video della campagna “Reflection”:
(http://it.youtube.com/watch v=RKPaxD61lwo&eurl=http://mondodonna.blogosfere.it/2008/10/smettiamola-di-vederci-grasse-il-problema-e-la-salute-non-il-peso-o-la-taglia.html)