Salute

La verità sul boom delle pedane vibranti

La verità sul boom delle pedane vibranti

Strumenti creati ad hoc per unire il sogno di un corpo perfetto all'inguaribile pigrizia di molte donne. Questo il parere degli esperti.

fai sapere ai tuoi amici quello che ti piace
L’estate è ormai agli sgoccioli e, sebbene il sole riscalderà le vite degli italiani ben oltre la fine d’agosto, manca omai poco al ripristino della routine lavorativa che dimezzerà il tempo da dedicare all’attività fisica all’aria aperta. Le palestre si ripopolano e le tv private ricominciano a sfornare rimedi miracolistici per mantenere la forma perfetta lungo tutto l’inverno senza nemmeno mettere il naso fuori di casa.

Regine indiscusse delle televendite, le pedane vibranti, che promettono di registrare un altro boom d’incassi, assicurando effetti veloci col minimo dello sforzo. Dimagrimenti, riduzione dell’osteoporosi, miglioramento del metabolismo, scomparsa della cellulite e rassodamento diffuso. Ma dove finisce la favola ed inizia la realtà? La risposta a questa domanda arriva da una fonte più che autorevole, ovvero dall’Antitrust, organo di controllo sulla concorrenza nel mercato, che mette in guardia dall’uso di tali marchingegni come allenamento alternativo agli sport tradizionali.

La maggior parte delle pedane in commercio, affermano, non rispetterebbe i parameri di sicurezza, sottolineando esageratamente gli effetti benefici ed omettendo i numerosi rischi per la salute di chi ne fa uso. I produttori rispondono sbandierando cifre a tre zeri, riguardanti i risultati scientifici che confermano i vantaggi e la sicurezza dei prodotti. Ma il braccio di ferro continua a favore dei detrattori, sostenuti dagli esperti di fitness. Gli unici risultati positivi, infatti, riguarderebbero la potenza muscolare e i meccanismi proprioricettivi, in particolare nei casi di recupero da trauma. Assolutamente mendaci sarebbero invece quelli relativi a massa, tonicità, peso corporeo e cellulite. C’è da aspettarsi piuttosto effetti negativi sui dischi vertebrali (lombalgie), sulle ginocchia e, in molti casi, prolassi.

Tutti rischi che aumentano dopo i 65 anni, come dimostra un dato sconcertante: ogni anno sono ben 4 milioni e mezzo gli anziani che subiscono ingiurie per l’uso sregolato di questi apparecchi. In molti casi si arriva persino alla rottura del femore. La ragione è da cercare nel funzionamento della vibrazione e sull’intensità di questa, mirate allo sforzo muscolare necessario per contrastare il movimento della pedana.

Quel che è peggio è che il target a cui puntano le campagne pubblicitarie delle pedane vibranti, fa leva sulla debolezza psicologica di alcune categorie umane, soprattutto femminili: obese, osteoporotiche e donne afflitte dall’incubo della cellulite. Così gli esperti consigliano un’attenta valutazione nella scelta dell’attrezzo che deve essere di alta qualità ed usato sotto stretto controllo del personal trainer. Assolutamente vietato il fai da te.

In questa prospettiva, va da sé che il metodo finirebbe per essere ben più costoso di un corso di piscina, pilates o ginnastica aerobica. Ergo, meglio virare su questi o sullo sport all’aria aperta. Per quanto riguarda le pigrone irrecuperabili, prime responsabili del successo delle pedane dei miracoli, rivolgetevi ai massaggi o cedete pure all’accidia, eviterete almeno di rovinarvi irrecuperabilmente muscoli ed articolazioni.



Copyright Nexta Media
Giulia Volpe
Meetic
© 2000 - 2010 FASTWEB. Tutti i diritti riservati. FASTWEB S.p.A. - P.IVA 12878470157