Reportage

Lo Strega a Tiziano Scarpa

Lo Strega a Tiziano Scarpa

Dopo un lungo testa a testa con Antonio Scurati, lo scrittore veneziano Tiziano Scarpa ha vinto il Premio Strega 2009 con il suo monologo-lettera alla madre dal titolo "Stabat Mater".

fai sapere ai tuoi amici quello che ti piace
Ha voluto brindare alla salute di Giulio Einaudi, il vincitore del Premio Strega 2009 Tiziano Scarpa, veneziano, autore di "Stabat Mater" (Einaudi), intenso monologo-lettera alla madre, con Antonio Vivaldi e la Venezia del '700 nella storia.

Tullio De Mauro, che fino all’ultimo ha mantenuto segreto il suo voto, fedele al ruolo di responsabile della Fondazione Bellonci e dunque di grande capo del Premio, non ha voluto commentare l’ondata di riserve e di critiche che anche quest’anno il Premio si è attirato, ed ha continuato fino all’ultimo a dire che niente era scontato.

E in effetti ieri sera è successo qualcosa di simile ad una gara all'ultimo respiro: i corridori erano Antonio Scurati ("Il bambino che sognava la fine del mondo", Bompiani) e lo stesso Scarpa. Alla fine un solo punto di distanza li separava.

Ma le critiche sono rimaste tutte. Quelle al Premio e quella ad Antonio Scurati, perfidamente definito “l’autocandidato” da Edoardo Camurri sul Sole 24 Ore. Scurati infatti, per la gioia dei suoi sostenitori, si è “esposto personalmente” candidandosi al premio con il suo romanzo apprezzato e complesso, dove cronaca e finzione si intrecciano in modo non banale. Lo scrittore ha superato le fasi eliminatorie piazzandosi nella cinquina. Per i critici, era inevitabile che andasse così: uno scrittore che si propone di superare le “lobby e delle consorterie degli editori”, le stesse che determinerebbero ogni anno a chi assegnare il premio, sulla base di un ferreo manuale Cencelli, non poteva che arrivare in finale, fino a contendere il trofeo al vincitore designato.

Negli ultimi dieci anni il Premio è andato ad una opera Einaudi ("N.", di Ernesto Ferrero), due volte ad una Feltrinelli ("Via Gemito" di Starnone e "Il viaggiatore notturno" di Maggiani), 4 volte a Mondadori (Ammanniti, Giordano, Ricciarelli e Mazzantini), una a Bompiani, due a Rizzoli.

I candidati più gettonati della vigilia erano proprio Scarpa (Einaudi) e Scurati (Bompiani), cioè quelli che rappresentavano l’editore meno premiato nel decennio. Inoltre Einaudi vuol dire Mondadori, che secondo gli editori minori è il vero dominus del Premio.

La possibile sorpresa era rappresentata da Andrea Vitali (“Almeno il cappello”, Garzanti, casa editrice assente dal 1997 come premiata). Altrettanto prevedibile che i libri di Lugli e di Cesarina Vighy non ce la facessero. L’editore Elindo Fazi, che fino all’ultimo ha creduto nella sua scrittrice, una settantenne esordiente e malata di Sla (“L’Ultima estate” il titolo del suo romanzo), ha alla fine abbandonato polemicamente le speranze, annunciando che tanto si sa già chi vincerà nel 2010 (Piperno, con Mondadori, se volete saperlo). Quanto a Massimo Lugli, cronista dalla “scrittura di grana grossa”, come lo ha definito un critico, con una storia con protagonista di nome Lapo che diventa Lupo (“L’istinto del lupo”, Newton Compton), pur essendo arrivato secondo nella cinquina finale, neppure lui ci credeva: “All’inizio ho pensato ad uno scherzo del mio editore”, ha detto. Ieri sera era il terzo con un significativo pacchetto di voti.

Sicuramente quest’anno un tentativo di novità si è fatto, con la decisione di sottoporre la cinquina alla non facile platea degli studenti di quindici scuole romane. L’iniziativa - “Un anno stregato” - sponsorizzata da Lottomatica e condotta da Serena Dandini, ha visto uscire vincitore lo stesso Scarpa. Almeno un segno che il pubblico dei ragazzi e gli “Amici” hanno gusti simili.

La formula è da anni ormai oggetto di ricorrenti polemiche: a scegliere la cinquina sono 400 giurati, i cosiddetti “Amici della Domenica”: sono critici e scrittori (spesso premiati in passato), ma sono anche stilisti, politici, registi, personaggi. Ogni libro, per poter concorrere, deve avere “due amici”, come spiega il regolamento del Premio (a "portare" Scarpa quest'anno erano stati Ammanniti e Montefoschi). E il fatto è che tra i 400, oltre a scrittori ed intellettuali come Raffaele La Capria (che aveva chiesto di “sospendere un giro” quest’anno) o Antonio Debenedetti, c’è anche “qualche pia signora che nulla ha a che fare con la letteratura”, per dirla con l’Amico della domenica Guido Davico Bonino. E soprattutto ci sono amministratori delegati, editor, direttori editoriali.

Quanto al rito della seconda votazione celebrato ieri sera a Villa Giulia- che da regolamento si tiene “ai primi di luglio” - i 400 tornano a votare coordinati da un “Presidente di seggio”, che è quello che ha vinto l’anno prima (Paolo Giordano). Con cinque libri in finale basta disporre di un pacchetto di 140 voti, quelli che secondo Fazi erano già pronti per il romanzo Einaudi, cioè Mondadori. Alla fine sono stati 119, un po' meno delle previsioni, ma forse neanche questo servirà a smorzare le polemiche.

Il problema forse è che ormai anche gli scrittori amano scrivere sui loro blog, e raccontano molto più di quanto non facessero i loro colleghi di qualche decennio fa, anche degli aspetti del “mestiere di scrivere” che un tempo sarebbero stati considerati prosaici.

Satisfaction, per esempio, è il blog che ha ospitato l’esilarante racconto di Gaetano Cappelli, del suo primo “Strega” quindici anni anni fa e del suo ultimo quest’anno, quando è entrato nei dodici finalisti ma fuori dalla cinquina (a proposito di Lottomatica).

E Cappelli ha raccontato le sue telefonate ai misteriosi “Amici” e il suo pacchetto di preferenze insufficiente per arrivare in finale, perché mandare i libri ai 400 Amici sperando che leggano davvero e magari cambino idea non serve a niente, sono “anime morte”.
Ma probabilmente è quello che accade in ogni Premio degno di questo nome, non solo nella letteratura ma nel cinema, nelle arti figurative, nel teatro. Scarpa, nelle prime righe del suo libro vincitore, fa dire alla sua protagonista “Io sono la mia malattia e la mia cura”: forse i giurati quest’anno hanno voluto spiegare al pubblico che solo lo Strega può rifondare lo Strega.

Copyright Nexta Media
Paolo Martini
Meetic
© 2000 - 2010 FASTWEB. Tutti i diritti riservati. FASTWEB S.p.A. - P.IVA 12878470157