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Internet e il libro stampato si sono per molto tempo guardati in cagnesco. L’anatema lanciato qualche anno fa era senza appello: Internet uccide i libri. Sembrava la classica barricata alzata da un vecchio mezzo di comunicazione per difendere i propri fruitori dall’arrivo di un nuovo e più attraente mezzo. L’ha fatto la pittura con la fotografia, la radio con il cinema, il cinema con la Tv. E probabilmente sarà sempre così. Gli stessi libri dell’era Gutenberg hanno dovuto sopportare le imprecazioni lanciate dalle caste di amanuensi. Eppure la stampa a caratteri mobili rivoluzionò il mondo della comunicazione, con la cosiddetta Galassia Gutenberg, proprio come sta facendo Internet.
Oggi invece non c’è più alcun dubbio: Internet non uccide i libri. Anzi: li salva. In rete è possibile ordinarli facilmente su Amazon (negozio on-line globale), ma anche sull’autarchico Ibs.it. Sul web si possono trovare frammenti di libri digitalizzati, come su Google Books, ma anche far parte di vastissime comunità di lettori. LibraryThing consente di pubblicare in rete l’elenco dei propri libri. Dopo due anni sono stati catalogati scientificamente quasi 10 milioni di titoli. Un ottimo punto d’incontro per recensire, consigliare e postare nel blog con i lettori di tutto il mondo. Acquistare libri introvabili grazie ai collegamenti con i venditori, scambiare, scoprire. Cambia il modo di essere lettori e cambia quindi anche il mestiere dell’editore.
Le major dell’editoria, un realtà, hanno abbandonato qualche anno fa la sfida di Internet. Ora alcune piccole realtà stanno invece dimostrando di poter raccogliere il testimone e utilizzare la rete come strumento di diffusione e di liberazione della cultura. Tuttavia è ancora lontano il giorno in cui l’editoria elettronica possa essere considerata un fine e non solo un mezzo per diffondere libri e autori. Per il momento Internet è soprattutto un’efficace arma di marketing e uno strumento per rendere più immediato il rapporto tra gli autori e il pubblico. Come La strategia dell’ariete e Monocromatica, due romanzi di recente distribuiti sia in libreria, a pagamento, che sul Web, gratis.
La strategia dell’ariete è pubblicato da Mondadori ed è scritto dal collettivo Kai Zen, composto da quattro autori di Bologna, Bolzano, Messina e Milano. Il libro propriamente detto è accompagnato da un sito (www.lastrategiadellariete.org) in cui si può effettuare il download gratuito dell’opera in formato digitale. Ma non finisce qui l’utilizzo della rete, non è un semplice amplificatore delle potenzialità di diffusione del libro, ma anche un modo per contaminare i linguaggi. Il sito infatti offre strumenti per una lettura alternativa e multimediale, come le mappe di Google per scoprire i luoghi in cui si svolge il romanzo.
Un altro pseudonimo firma il romanzo Monocromatica: è R.S. Blackswift. Dietro ci sono due vivaci agitatori dell’underground milanese. Nel 2005 il romanzo esce in Rete, e da quel momento grazie anche all’aiuto dei lettori viene sviluppato e perfezionato. Oggi è finalmente in libreria grazie alle Edizioni Colorado Noir. Fedele alla sua origine resta tuttavia ancora disponibile in Rete sul sito www.blackswift.org.
Lo spettro della pirateria che aleggia alle spalle di qualsiasi iniziativa editoriale nell’era di Internet ha frenato a lungo autori ed editori nella ricerca di possibili sinergie tra il mezzo cartaceo e la Rete. Tuttavia mentre la musica e i film scaricati illegalmente da Internet permettono una fruizione pressoché identica a quelli comprati, i libri possono ancora contare su un surplus materiale dell’oggetto stesso. In parole più povere la lettura di un libro è ancora molto diversa rispetto a quella su uno schermo. I comportamenti fruitivi dei lettori non sono stati rivoluzionati come ha fatto l’Ipod per la musica.
Eppure l’Italia tarda a recepire il richiamo dei nuovi sistemi comunicativi imposti dall’era della Rete. Gli esperimenti della Mondadori e di Colorado Noir sembrano restare isolati. E l’unico modello di riferimento di alto profilo resta quello di Wu Ming, il collettivo che vende ormai migliaia di copie con una casa editrice classica, Einaudi, e nonostante ciò consente di scaricare da Internet tutti i suoi libri. La strada è tracciata, ormai da qualche anno, perché allora è sempre così deserta?