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Mogol-Battisti, una coppia, una storia - FASTWEB
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Mogol-Battisti, una coppia, una storia

Mogol-Battisti, una coppia, una storia

Un volume di Francesco Marchetti ripercorre anni di musica e storia italiana attraverso il lavoro ed i successi di un'accoppiata irripetibile.

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Mogol – Battisti. Una simbiosi durata quindici anni; un’accoppiata sinonimo di successo. Sempre, a ogni nota, a ogni canzone. Anche nel 1969 quando il grande Lucio calcò il palco di Sanremo, in coppia con Wilson Pickett, con Un’Avventura e non andò in finale. Ma anche quella canzone è passata alla storia, e con lei il lato B del 45 giri in vinile, Non è Francesca.

Generazioni hanno atteso l’Hit parade, rigorosamente radiofonica, per seguire i piazzamenti del loro beniamino dalla chioma alla Julie Driscoll. A partire da Balla Linda, cult song dell’estate del 1968.

Quarant’anni dopo, a cura di Francesco Marchetti esce per Sperling & Kupfer Lucio Battisti  "La storia di due ragazzi, Lucio Battisti e Giulio Mogol: protagonisti straordinari della musica italiana degli anni Sessanta - Settanta". Marchetti ha cominciato a occuparsi di Battisti all’università, scrivendo su di lui la sua tesi di laurea. “Mi ha sempre affascinato il connubio di queste due personalità, il loro legame profondo – racconta l’autore – da due identità così diverse è nata una sintesi eccezionale”. Da questa passione il libro: una cavalcata attraverso la storia dei brani che hanno emozionato tre generazioni. “La canzone del Sole”, che ogni estate accompagna i falò sulla spiaggia dei ragazzi. Linda, Anna, Luisa Rossi, le donne cantate da Battisti e amate da Mogol. Lucio e Giulio, un’accoppiata perfetta che ha raccontato Emozioni ed amori, adolescenziali e non, campi di grano, pensieri e parole.

Marchetti ci restituisce il primo incontro del duo, raccontandoci un Battisti giovane e impacciato che si presenta a Mogol, già apprezzato autore di canzoni. Da quell’incontro non scaturì nessun contratto, ma si posero le basi per una solida collaborazione divenuta poi amicizia. Le poesie di Mogol avrebbero preso forma attraverso una voce flebile ma supportata da una straordinaria intensità: quella di Lucio Battisti. 

Era il 1965. Poi un quinquennio magico fatto di canzoni ai primi posti delle classifiche, rivissuto attraverso i ricordi delle persone che li avevano conosciuti, tra cui i cantanti Gianni Bella, Iva Zanicchi, Luca Carboni, la produttrice Mara Maionchi (oggi in auge con X Factor) e lo stilista Elio Fiorucci. Aneddoti, curiosità, interviste, intercalati da riferimenti all'attualità degli anni Sessanta e Settanta.

Il sodalizio del duo finì nel 1980 per cause mai del tutto chiarite. Certo è che Mogol era rimasto attaccato a un modo di fare musica più tradizionale, mentre Battisti cercava la sperimentazione, nuove sonorità, che poi lo hanno portato a produrre dischi che non riuscirono a imporsi nella realtà discografica italiana. “Forse la separazione è nata da una sorta di “disamoramento” tra i due – conclude Marchetti . Probabilmente hanno fatto bene a prendere strade diverse, piuttosto che cadere nella ripetitività e in facili giochi discografico-commerciali che avrebbero potuto offuscare il mito”.  



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