A pochi giorni dal V-Day del 25 aprile a Torino, esce per le edizioni Selene il primo libro-saggio crossmediale sul comico genovese, firmato da Federica De Maria, Edoardo Fleischner ed Emilio Targia. Che hanno seguito e analizzato il percorso della blogstar per oltre due anni
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Un comico? Un capopolo? Una blogstar? Un leader politico? Forse tutto questo, forse anche altro. Arriva in libreria “Chi ha paura di Beppe Grillo?”, il primo saggio crossmediale sul fenomeno Grillo, per le Edizioni Selene, firmato da Federica De Maria, Edoardo Fleischner ed Emilio Targia.
“E’ proprio da una serie di domande che ci siamo fatti che è nata l’idea, e la voglia, di lavorare sul “caso Grillo” spiega Emilio Targia. “Volevamo risalire alle origini del “fenomeno”, capire perché aggregasse in modo così forte un numero così grande di persone, così diverse tra loro. E per spiegare agli altri, prima dovevamo capire noi… E così ci siamo messi a lavorare duro, a documentarci, a frugare nel web, a cercare vecchi ritagli stampa, a rivedere tutti i suoi spettacoli, i suoi interventi televisivi, ad ascoltare le decine di interventi-comizi nelle piazze italiane, a rileggere tutte le interviste, a raccogliere tutto quello che riguardava la sua attività. Poi, col massimo rigore, ci siamo messi ad analizzare il modo di comunicare di Grillo, andando ai suoi spettacoli più volte, fissando il palco ma anche il pubblico, intervistando più di 300 spettatori dopo i suoi show, ascoltando i suoi interventi in piazza… E tutto questo è cominciato ben prima del boom del suo blog e molto tempo prima del famoso V-day del 2007… Vedere Grillo “alla moviola”, rallentare il suo eloquio, i suoi sguardi, la sua gestualità sul palco, per studiarlo, è stato davvero molto interessante. E’ anche divertente”.
Il libro si snoda attraverso i commenti e le testimonianze di molti giornalisti, cerca di scavare a fondo nei modi della comunicazione di Grillo, si addentra nei meccanismi che “muovono” il Grillo-pensiero, provando anche a disegnare il contesto in cui Grillo agisce. Per poi evidenziare non solo le luci, ma anche le ombre del suo modo di intendere la comunicazione, la rete, la politica.
“Risale a più di due anni fa l’idea di un libro consacrato al ‘fenomeno Grillo’ ” spiega Federica De Maria. “Ricordo ancora il fermo-immagine di questa ‘genesi editoriale’: eravamo in un bar di Prati, a Roma, e rimbalzando tra progetti e desideri uno di noi (la mente più fertile) aveva subito nominato il blog del comico. Un blog ancora giovane, piuttosto lontano dal successo ricettivo che avrebbe conquistato nei mesi successivi, ma comunque pronto per trasformarsi nella sorprendente piattaforma mediatica che è oggi. Tengo molto a precisare questo, cioè la ‘data della nostra idea’, perché non vorrei mai si pensasse o si dicesse che tre autori, all’indomani del successo del primo V Day del comico e alla vigilia del secondo, avessero ‘fiutato il prodotto’. E ho a cuore anche un altro pensiero: il nostro inchiostro da saggisti alle prese con l’analisi della figura di Beppe Grillo è rimasto tale anche dopo alcune vicende che il testo ha ‘subito’, di fronte alle quali ci siamo ‘limitati’ ad aggiornare i fatti, imbastirli con nuovi e vecchi, luoghi e tempi”.
Già. Perché “Chi ha paura di Beppe Grillo?” sarebbe dovuto arrivare in libreria per Longanesi già nel maggio del 2007. Ma alcune “vicissitudini” editoriali ne hanno bloccato l’uscita. Un’uscita rimandata al 22 novembre successivo, con il testo del libro riaggiornato dopo il V-day di Bologna. Ma anche nel secondo caso la Longanesi ha scelto alla fine di non far uscire il libro. Che quindi arriva solo ora sugli scaffali, a pochi giorni dal V-day 2 di Torino, giornata che la blogstar genovese dedicherà al tema dell’informazione.
“Questo libro è in realtà anche, ma forse soprattutto, un libro che racconta la “pancia politica degli italiani” degli ultimi tre anni. Usa come pretesto d’analisi e narrativo Beppe Grillo, che è, nel bene o nel male, un catalizzatore di opinioni forti, urlate, liberatorie, di contro-informazione, anti-politiche, popolari ma anche terribilmente populiste” spiega Edoardo Fleischner. “Noi abbiamo tenuto Grillo in mano come un termometro per misurare e annotare, nelle 230 pagine del libro, la febbre dell’Italia e le sue più recenti e insidiose malattie: dall’arroganza delle caste ai programmi elettorali fotocopia, dalle liste elettorali decise dalle segreterie dei partiti al declino del Paese in ogni suo comparto”.
Firma la prefazione di “Chi ha paura di Beppe Grillo” Oliviero Toscani:
“Ciò che dice Grillo è così banale che riesce addirittura a risultare scioccante e il comico diventa chi lo ascolta. La sua forza sta nell’essere riuscito a invertire ruoli e termini tra società e comicità: lui che è comico infatti incarna la società, diventa la società. La società a sua volta con gli inetti, buoni a nulla e impresentabili uomini di Palazzo, diventa comica. Di una comicità della quale non si riesce nemmeno più a ridere” .
Tra i tantissimi temi affrontati nel libro, anche gli ultimissimi “cavalli di battaglia” di Grillo, come il Tibet, o l’emergenza immondizia a Napoli: “Napoli…Una delle più belle città del mondo è diventata uno spot dell’immondizia! Io sono venuto qui perché c’è una parte sana dell’Italia che vi chiede scusa, mentre c’è un’altra parte dell’Italia che dice che siete i soliti napoletani… Ma il vostro casino non comincia ora… comincia nel 1861, quando sono andati via i Borboneeee..!!”.
La postfazione del libro è invece firmata da Marco Pannella, uno che delle capacità di Grillo si era accorto in tempi non sospetti, tanto da andare a seguire un suo spettacolo del 2005 direttamente dal backstage del palco del palasport di Roma. Ma Pannella ammonisce Grillo: “Dalla tua singolarità, dalla tua forza, da te, è indispensabile che tu tragga dialogo, e non monologo; proposta, non protesta; che tu concepisca e non procrei a caso; non più rabbia, disprezzo, dissipazione e pura eliminazione dell’altro, del male che pur ci abita tutti, maledizione del Potere”.
Tra tv e internet, politica e antipolitica, nanopatologie e Tav, informazione e controinformazione, blog e piazze, il libro prova a mettere ordine, senza pregiudizi, nell’affollato dibattito sul “caso” Grillo, cercando di trasformare il testo in una sorta di libro-strumento per meglio comprendere il percorso della blogstar genovese, dalle origini ad oggi, e le possibili direzioni della sua navigazione così speciale.