La direzione IT si sta trasformando in un centro servizi. Servizi erogati nel rispetto di SLA ai propri interlocutori interni – il personale, i manager, la forza vendita – e servizi calibrati e concordati con i fornitori esterni. Le medie e grandi aziende hanno capito che non è più conveniente manutenere a aggiornare "in casa" le componenti IT non-core e le proiezioni sulla corsa inarrestabile del cloud, su cui concordano i maggiori analisti, ne sono una prova inconfutabile.

I CIO, in questi mesi, lavorano cercando di bilanciare due obiettivi principali: rivedere il business, alla ricerca di una maggior agilità, e ridurre i costi dell'IT. Finalità all'apparenza contrapposte, che trovano un punto d'intersezione nei servizi cloud, in particolare quelli infrastrutturali.
Investire nell'infrastruttura optando per la formula "a servizio" permette di isolare e traguardare le sacche d'inefficienza interne e assicura una velocità di risposta senza precedenti alle mutevoli esigenze del business.

Il ventaglio dell'offerta degli specialisti del settore (cloud service provider) è davvero ampio e le attività di scouting dovranno essere accurate. Ma perché la nuvola sia in grado di esprimere al massimo i suoi benefici, occorre definire e attuare una roadmap di migrazione delle applicazioni che tenga conto delle necessità espresse dalle linee di business e le sappia inquadrare all'interno del framework di policy e vincoli di carattere normativo cui l'azienda deve sottostare, per esempio in relazione al governo dei dati e alla privacy.

In questa videopillola, Marco Pozzoni, Associate Partner di P4i -Partners4Innovation e Senior Advisor Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, ci spiega passo a passo come impostare un cloud journey efficace e quali sono gli interventi richiesti a livello organizzativo dal nuovo corso dell'IT as a Service.

Buona visione!

 

5 gennaio 2017