L'obiettivo è garantire uniformità di prestazioni ai clienti business e consumer in ogni singolo aspetto dell'offerta, che si tratti di banda ultra larga, di hot spot Wi-Fi distribuiti sull'intero territorio italiano, di connettività LTE (Long Term Evolution) così come di servizi erogati tramite data center. Per questo Fastweb è evoluta da broadband company a - citando l'espressione usata dall'Amministratore Delegato, Alberto Calcagno - infrastructure company.

I quattro pilastri su cui si fonda la strategia del primo operatore alternativo infrastrutturato di rete fissa italiano sono comunque collegati dal fil rouge dell'alta velocità della trasmissione dati, da portare il più rapidamente e il più uniformemente possibile in tutta Italia.

In questa prospettiva, la tecnologia FTTH (Fiber-to-the-home) e la tecnologia FTTC (Fiber-to-the-cabinet) anche detta FTTS (Fiber-to-the-street), diventano complementari per diffondere e attivare connessioni fino a 200 Mbps (megabit al secondo) anche in aree non immediatamente implementabili con la fibra ottica fino all'end user.

"L'FTTC offre un deployment rapido e poco invasivo a costi sostenibili", sostiene Calcagno, pur senza mettere in discussione il fatto che nel prossimo futuro l'intero network evolverà verso tecnologie basate sulla fibra fino alla casa e all'ufficio.

Ma l'FTTC rappresenta, nel caso specifico del Bel Paese, un'alternativa all'FTTH temporanea più che accettabile in quanto, a differenza di altri Paesi europei, in Italia gli armadi distano mediamente dai clienti finali solo 250 metri e, opportunamente potenziati, possono garantire le performance che aiuteranno le imprese e le famiglie ad accedere a servizi business evoluti e contenuti in alta definizione.

Sarà, poi, la domanda a stimolare il mercato attirando nuovi interventi d'infrastrutturazione. "Niente ci impedisce, infatti, di eseguire un ulteriore aggiornamento e portare la fibra dalla rete primaria all'ultimo miglio", conferma Calcagno.

4 maggio 2016