La Redazione

Viaggia a rilento l'informatizzazione dei Comuni dello Stivale, soprattutto quelli di piccole dimensioni. Il 30% della popolazione italiana, infatti, ancora oggi non è in grado di interagire online con la Pubblica Amministrazione Locale (PAL) in quanto non ci sono servizi interattivi. Secondo gli ultimi dati diffusi dall'Osservatorio eGovernment della School of Management del Politecnico di Milano, il livello di digitalizzazione dei Comuni italiani è abbastanza eterogeneo e non sempre confortante. In generale, emerge come oltre il 50% degli Enti abbia meno del 3% dei servizi di front office online, l'80% meno del 15% e circa il 50% dei Comuni abbia la metà dei sistemi informatici di back office dei Comuni più digitali. È senz'altro vero che tra i Comuni meno informatizzati ci sono in prevalenza Enti di piccole dimensioni ma è altrettanto vero che ci sono anche numerosi enti di medie e grandi dimensioni.

Negli ultimi anni i Comuni italiani hanno fatto registrare notevoli miglioramenti in termini di connettività, grazie alla progressiva diffusione delle tecnologie a banda larga negli uffici pubblici. La transizione verso tecnologie più avanzate e i miglioramenti in termini di velocità di connessione rappresentano i prerequisiti fondamentali per consentire ai Comuni di usufruire appieno delle potenzialità offerte dalla digital transformation, offrendo ai cittadini la possibilità di accedere a servizi online altamente performanti e innovativi, servizi erogabili in tempo reale 24 ore al giorno, abilitati dalle infrastrutture delle Smart City.

Anche il cloud gioca un ruolo chiave nell'abilitare i processi di innovazione digitale della PA. Oltre ai benefici di carattere generale, sono infatti evidenti anche vantaggi più strategici, legati alla possibilità di conseguire sia l'ammodernamento delle infrastrutture sia la condivisione di sistemi, applicazioni e banche dati, con l'obiettivo finale di realizzare servizi pubblici più efficaci e di qualitàL'uso di questo modello da parte della PA è ormai incluso nelle strategie ICT di molti Paesi. A livello comunitario si moltiplicano i riferimenti al cloud computing nei documenti strategici (Digital Agenda for Europe, EU Cloud Initiative, eGovernment Action Plan 2011 - 2015) e nei principali programmi (programma ISA, 7° programma quadro di ricerca, programma CIP – ICT PSP). La Legge di stabilità 2016, poi, ha fissato gli obiettivi che le PA italiane dovranno raggiungere e che possono essere riassunti nella riduzione del 50% della spesa IT entro il 2018. E sono in molti a pensare che il cloud sia l'unica strada percorribile.

Questa eGuide offre un'analisi dettagliata e puntuale del panorama dell'innovazione nella PA italiana, con dati aggiornati e utili suggerimenti per amministratori e funzionari pubblici.

Buona lettura!

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5 maggio 2017