Il 4G oggi e la "rete delle cose", il 5G domani, assicurano reti mobile sempre più estese e capillari. Il 5G, in particolare, sarà la tecnologia abilitante delle applicazioni Mobile IoT del prossimo futuro, grazie alla velocità di download elevata (tra le 100 e le 1.000 volte superiore al 4G LTE oggi in uso) e alla bassa latenza (il tempo di risposta del sistema a una richiesta dell'utente, come l'apertura di una pagina Web). Una rete mobile integrata è quindi, il cuore pulsante dell'Internet of Things del futuro. A conferma di questa tendenza arrivano i risultati di una ricerca condotta da GSMA, l'associazione mondiale degli operatori mobile. Lo studio stima che il giro d'affari legato a tecnologie e servizi di Mobile IoT raggiungerà i 1.800 miliardi di dollari nell'arco del prossimo decennio. Se si guarda all'andamento per settore, la domotica è l'area che cresce di più e nel 2026 genererà ricavi per 441 miliardi di dollari. A seguire, l'elettronica di consumo (376 miliardi di dollari), le auto connesse (273 miliardi), il settore energetico (128 miliardi) e le smart city (78 miliardi). La stessa indagine ipotizza che le connessioni IoT mobile arriveranno a superare gli 820 milioni di unità già nel 2022 (per lo stesso anno invece Gartner ne stima 862 milioni). Di queste, il 56% sarà LPWA (Low-Power Wide-Area), ovvero le reti mobile a bassa potenza e ampio spettro utilizzate per connettere gli oggetti intelligenti. Queste si caratterizzano per lo scambio di poche decine o centinaia di bit in bassa velocità e per la possibilità di mettersi in "stand by" nel caso in cui non debbano operare per lungo tempo: così facendo assicurano una lunga durata delle batterie (anche superiore ai 10 anni).

Un recente studio di Strategy Analytics, poi, stima che le connessioni IoT da cellulare arriveranno a superare i 2,4 miliardi di unità nel 2025, con i comparti automotive, utility e sicurezza che, insieme, peseranno per il 46% del totale. Se si guarda alle aree geografiche, Asia Pacifica, Nord America ed Europa Occidentale cuberanno il 75% delle connessioni globali. "Con l'industria che si concentra sul passaggio al 5G e sulle declinazioni del low power 3GPP come LTE Cat M1 o NarrowBand-IoT – spiega Andrew Brown, Executive Director of Enterprise e IoT Research di Strategy Analytics – il mercato ha un'ampia scelta. La crescita delle connessioni ipotizzata mostra l'importanza delle reti cellulari per l'IoT, con i network che non sono utilizzati solo per facilitare la connettività ma per supportare la trasmissione di contenuti ricchi che favoriranno il moltiplicarsi dei casi d'uso dell'IoT".

Il mercato dei dispositivi LPWA

Connettività mobile per il tracciamento degli asset in azienda

Sono in molti, poi, a prevedere una progressiva affermazione delle connessioni cellulari in ambito IoT accanto a quelle basate sulle reti wireless locali (WLAN). Un recente report dell'analista Mobile Experts stima per esempio come le vendite di device dotati di connessioni cellulari LTE-M (la versione M2M – Mobile2Mobile della specifica di comunicazione wireless LTE) e NB-IoT (NarrowBand-IoT) cresceranno in modo deciso nei prossimi anni (a un tasso medio annuo composito, CAGR, del 58%) sorpassando già nel 2020 il giro d'affari globale dei dispositivi basati su tecnologia Wireless LAN come LPWA. Tra il 2020 e il 2021, infatti, le vendite di dispositivi U-LPWA (Ultra-LPWA) e LTE-M/NB-IoT passeranno da meno di 350 milioni a oltre 550 milioni secondo l'analista. Inoltre, i ricavi dei moduli di connettività cresceranno dal miliardo di dollari registrati nel 2017 ai 33 miliardi previsti per il 2021.

Gli esperti indicano che i principali driver saranno le applicazioni di tracciamento degli asset, i contatori intelligenti e lo smart building. Indipendentemente dalla tecnologia scelta per lo sviluppo di una rete LPWA, il ruolo degli operatori mobile rimane, però, fondamentale per integrare queste reti con gli altri network tradizionali.

 

24 gennaio 2018