Sono sempre più numerose le aziende che si appoggiano a servizi esterni per assicurare l'integrità dei propri dati e garantire la continuità di business anche in caso di eventi avversi, come guasti, sabotaggi o errori umani.

In un mondo dove le organizzazioni sono costrette a muoversi rapidamente per anticipare e reagire ai cambiamenti che si verificano nel loro ambiente competitivo, la durata di vita di un data center resta relativamente lunga. Di conseguenza, i CED progettati prima che si iniziasse a parlare di Internet degli oggetti, BYOD (Bring Your Own Device), cloud e comunicazione unificata dovranno essere ripensati e riadattati, per riuscire a sostenere un'operatività realmente 24x7x365. Tutti i fenomeni che negli anni recenti si sono affacciati al panorama aziendale stanno, infatti, imponendo aggiornamenti hardware e software sempre più accelerati, che molte organizzazioni non riescono più a sostenere. Ecco perché le aziende più lungimiranti stanno esplorando nuovi approcci alla progettazione e gestione del data center in grado di aumentarne l'agilità e, al contempo, ridurre i costi di downtime.

 

La scelta del provider

Le modalità di offerta "as a service" rappresentano, in questo quadro complesso, una risorsa strategica fondamentale per supportare le organizzazioni sia in fase di analisi e definizione dei piani di business continuity, sia nella delivery efficace della continuità operativa.

Tecnologie sempre aggiornate, personale qualificato e livelli di servizio (SLA) stringenti giocano un ruolo chiave nella scelta del provider di servizi "carrier grade" per le proprie strategie di continuità operativa.

In questa guida trovate tutti gli elementi utili per compiere la scelta giusta.

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20 maggio 2016