Crescono i "cantieri digitali" in azienda e cambiano il modo di fare impresa. Questo il principale trend che emerge dalla CIO Survey 2017 realizzata da NetConsulting3. Il documento dimostra che siamo in presenza di una vera e propria rivoluzione nel modo di fare business, una rivoluzione abilitata dalla tecnologia. Lo studio, condotto su un panel di circa 70 responsabili ICT di grandi e grandissime aziende, ha messo in evidenza diversi aspetti del percorso verso la digitalizzazione delle imprese del Belpaese, andando a investigare in particolare i riflessi sul ruolo e sulla quotidianità dei CIO.

 

La digital transformation sotterranea

Se si fa riferimento alle principali iniziative per le quali sono stati stanziati investimenti negli ultimi mesi (o per cui si prevede di investire nel biennio 2017-2018), in cima al podio dei cantieri digitali sale il Mobile (citato dal 68% dei rispondenti), seguito dai Big Data (59%), dal Cloud (56%), dalla cyber security (54%) e dall'IoT (46%). "Le ultime aree, in particolare, crescono rispetto al 2016 – spiega il Presidente di NetConsulting3, Giancarlo Capitanie possono essere considerate le capofiliera della trasformazione digitale in azienda. Si tratta di tecnologie foriere di una sorta di digitalizzazione sotterranea, che produce contaminazione tra le aziende, in grado di influenzare e generare nuovi cantieri digitali e applicazioni IT".

 

Le sfide business 2017/2018 e il supporto dell'ICT

 

Fonte: CIO Survey 2017 (NetConsulting3)

 

Gli impatti sull'organizzazione

I cantieri di quelle che appaiono ormai come vere e proprie "digital enterprise" impattano anche sull'organizzazione e i processi interni: ne è convinto il 73% dei rispondenti che intravede in questa evoluzione conseguenze importanti soprattutto sui rapporti tra IT e linee di business (LOB). Di fatto si tratta di un trend che comporta il ricorso a nuove figure professionali, con competenze specifiche sui principali trend tecnologici, e a profili manageriali con capacità trasversali, di coordinamento e governance. Spicca, in particolare, tra questi manager quello che è considerato il nuovo regista della digital transformation in azienda, il Chief Digital Officer. Sono, a ben vedere, soprattutto banche, assicurazioni, telco e operatori del settore media quelle più sensibili agli impatti della digitalizzazione sui modelli organizzativi e i processi interni. "Nascono, all'interno delle organizzazioni, gruppi di lavoro misti con personale di estrazione IT e business, che si focalizzano su ambiti che stanno vivendo negli ultimi mesi una forte accelerazione digitale. Aree come la produzione, la logistica o le risorse umane, ma anche il marketing, la comunicazione e le vendite". Una digitalizzazione che ha riflessi (pesanti) anche sulla sicurezza perché "cresce il fenomeno dello Shadow IT – continua Capitani – e molte LOB, riguardo al budget ICT, stanno guadagnando una progressiva autonomia di spesa. Il CIO non rappresenta più l'unico interlocutore del CEO per le questioni che riguardano la digital transformation e il rischio è che in azienda si vengano a creare delle frizioni. Ecco perché il CIO deve avere il coraggio di cambiare, rendendo la propria figura un ibrido non più focalizzato solo sulle operation ma attento alle ricadute sul business delle sue decisioni". Le tecnologie ICT appaiono, infatti, ancora orientate a fornire soluzioni puntuali a problemi di carattere prevalentemente operativo, con alcuni CIO che, a tutt'oggi, sono impegnati a fornire assistenza e supporto tecnologico e appaiono meno coinvolti negli aspetti strategici della trasformazione digitale.

 

15 novembre 2017