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Anonimizzatore, cos'è e come funziona

Sfruttando server proxy, sono in grado di far perdere le tracce degli internauti e garantire un maggior livello di privacy
Web & Digital

L'utilizzo di cookie traccianti e altri strumenti di tracking mette continuamente a repentaglio la privacy e i dati personali degli utenti che navigano nel web. Alle aziende specializzate sono sufficienti pochi minuti – in alcuni casi poche decine di secondi – per tracciare un profilo molto dettagliato di un internauta che accede a un portale: sfruttando cookie, indirizzo IP e altri dati facilmente reperibili nel corso di una sessione di navigazione, è possibile costruire un profilo estremamente preciso e dettagliato. Questi dati sono poi utilizzati per gli scopi più vari: i pubblicitari li utilizzano per creare pubblicità ad hoc per determinate fasce di pubblico, mentre gli hacker potrebbero utilizzarli per individuare falle di sistema e accrescere una rete di botnet. Non a caso, il Garante privacy sia intervenuto più volte sulla faccenda e, per ultima, l'Unione Europea abbia demandato agli utenti la scelta finale se accettare o meno l'utilizzo dei cookie.

 

 

Alcuni strumenti web, però, permettono di difendere la privacy e la propria identità online in maniera (forse) più efficace. Si tratta degli anonimizzatori, tool in grado di nascondere informazioni rilevanti e che permettono a qualunque internauta di girovagare nella Rete senza che ci siano possibilità di essere individuabili e individuati.

Cosa sono gli anonimizzatori

Un anonimizzatore è un servizio web che gli internauti possono utilizzare per tenere segrete e anonime (per l'appunto) le loro attività in Rete. Invece che accedere alle pagine web in maniera diretta, l'utente sfrutta un anonimizzatore, richiedendo la pagina o il contenuto tramite il servizio. L'anonimizzatore contatta il server, scarica i contenuti richiesti e consegna il tutto al browser: l'internauta accederà, dunque, alla pagina web desiderata senza però esporsi in prima persona. In questo modo, le statistiche sull'utente (l'indirizzo IP, la versione di browser utilizzata, il sistema operativo installato e le specifiche tecniche del computer) non potranno essere raccolte e si potrà navigare con un certo grado di anonimato e libertà. Gli anonimizzatori esistono sia sotto forma di portali web dedicati, sia sotto forma di plugin ed estensioni da installare nel proprio browser: in entrambi i casi l'internauta potrà tenere al riparo da occhi indiscreti la propria identità online grazie all'utilizzo di proxy.

 

 

Quando si sceglie un anonimizzatore, però, bisogna fare attenzione: alcuni servizi potrebbero essere utilizzati da hacker e pirati informatici per raccogliere informazioni di utenti ignari oppure per veicolare infezioni nel web. Per questo è consigliabile utilizzare solamente servizi affidabili: nel caso in cui si utilizzasse un anonimizzatore compromesso per inviare un messaggio di posta elettronica, si può correre il rischio di diffondere un'infezione virale senza accorgersene.

Come funzionano gli anonimizzatori

L'anonimizzatore più semplice è quello di un sistema a punto singolo: la richiesta di accesso alla risorsa web è inviata dall'internauta al servizio di anonimizzazione e da qui al server web. Una volta che i contenuti sono pronti, passano prima attraverso l'anonimizzatore per poi terminare la loro corsa nel browser dell'utente che ha originato la richiesta.

 

 

In questo processo, come si può intuire, un servizio che garantisce l'anonimato nel web svolge la funzione di intermediario. In una normale sessione di navigazione, l'internauta (o client) invia una richiesta di accesso ad alcuni contenuti (una pagina web, un'immagine o un filmato) contenuti nel server: i due nodi della rete comunicano tra di loro sfruttando alcuni protocolli standard e stabilendo una connessione attraverso la quale far transitare le informazioni richieste. Stabilito il canale, il server invia al richiedente tutte le informazioni presenti in memoria. Lo schema di questo dialogo cambia quando si utilizza un anonimizzatore.

L'interlocutore dell'utente sarà un proxy che si farà carico di interfacciarsi con il server dove sono contenute le informazioni ricercate. In questo modo, la richiesta di accesso al portale web e ai suoi contenuti non arriverà con l'indirizzo IP dell'internauta, ma tramite una serie di indirizzi IP utilizzati dal proxy scelto come anonimizzatore: sarà così possibile nascondere la propria identità online e la propria residenza virtuale (l'indirizzo IP, per l'appunto) dietro un'identità fittizia e consultare tutti i contenuti che si riterranno opportuni nel più completo anonimato.

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