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Android P, cosa cambia  

Android P è stato rilasciato nella sua prima Developer Preview. Tante le novità sviluppate da Google, anche se l'interfaccia grafica resta praticamente identica
Smartphone & Gadget

Preciso come un orologio svizzero, nella prima settimana di marzo Google ha rilasciato la prima Developer Preview di Android P, la nona versione del sistema operativo mobile sviluppato dall'azienda di Mountain View. Nuova versione anticipata nelle precedenti settimane da diverse indiscrezioni che hanno delineato a grandi linee le novità più importanti di Android P. E tutti i rumor sono stati confermati da questa prima Developer Preview (che verrà seguita da altre quattro aggiornamenti prima di vedere la versione definitiva a fine agosto). Grandi cambiamenti all'architettura generale del sistema operativo mobile non ce ne sono, si tratta perlopiù di piccoli miglioramenti apportati nelle zone nevralgiche di Android. La novità più interessante riguarda sicuramente l'impossibilità per le applicazioni in background di utilizzare i sensori dello smartphone, anche se hanno i permessi per utilizzarle.

 

 

Gli altri cambiamenti hanno riguardato le notifiche, che si arricchiscono di contenuti grazie alla possibilità di vedere un piccolo estratto del messaggio ricevuto. Miglioramenti anche nel sistema di gestione della batteria con nuove funzionalità per attivare il risparmio energetico. Con Android P arriva anche il supporto al notch (la rientranza superiore sullo schermo in stile iPhone X) e agli smartphone con più di due fotocamere (grazie a nuove API è più semplice lo scambio di dati tra i sensori fotografici).

Su quali smartphone è possibile installare la Developer Preview di Android P? Solamente su alcuni modelli degli smartphone prodotti da Google: Pixel, Pixel XL, Pixel 2 e Pixel 2 XL. Restano fuori il Nexus 5x e il Nexus 6P, quindi Android P sarà la prima versione del sistema operativo a non supportare più la serie Nexus.

Migliora la sicurezza

Una delle novità più importanti, soprattutto per quanto riguarda la sicurezza dei dati personali degli utenti riguarda il blocco per le applicazioni aperte in background di utilizzare i sensori dello smartphone. Grazie a questa nuova funzionalità le app in background, anche se hanno ottenuto l'autorizzazione da parte dell'utente non potranno usare il microfono, la capsula auricolare e i sensori fotografici. Si mette fine alle tante storie nate negli ultimi anni in cui si insinuava che le app spiassero gli utenti quando lo smartphone era in standby.

Cosa cambio nel risparmio energetico

Come succede in ogni nuova versione di Android, anche in questa occasione ci sono dei miglioramenti per diminuire il consumo della batteria. Google ha assicurato che il sistema Doze, introdotto nelle precedenti versioni per efficientare la gestione della batteria, verrà migliorato e le applicazioni in background non andranno a inficiare sui consumi dello smartphone. Da segnalare anche la presenza di nuove opzioni per la gestione del risparmio energetico: si potrà attivare in un range che va tra il 5% e il 70% di batteria rimanente.

Notifiche

 

 

Le notifiche sono protagoniste di nuovi aggiornamenti, dopo aver subito un restyling grafico già nelle precedenti edizioni. In Android P le notifiche verranno arricchite da contenuti extra: quando si riceverà un messaggio su WhatsApp, nella notifica sarà presente un estratto della conversazione e il messaggio ricevuto.

Novità video e audio

Con Android P gli smartphone supporteranno il profilo HDR VP9 Profile 2 che permetterà di vedere i video in HDR su YouTube e su altre applicazioni di video in streaming. Inoltre, verranno supportate anche le immagini in formato HEIF che garantiscono una maggiore compressione delle foto senza la perdita di qualità.

Arriva il notch e gli smartphone multi-fotocamera

 

Anche Android apre al notch, la rientranza presente nella parte superiore dello schermo introdotta per la prima volta da Apple quest'anno. Come mostrato al Mobile World Congress 2018 anche molte altre aziende sono pronte a lanciare sul mercato uno smartphone con il notch. E per adeguarsi ai tempi, Google ha annunciato che con Android P ci sarà il supporto nativo agli smartphone con il "display cutout" (il modo in cui l'azienda di Mountain View definisce il notch). Le software house potranno iniziare a lavorare a una versione delle loro applicazioni per gli smartphone con la rientranza sullo schermo. E la status bar verrà spostata verso l'alto.

Inoltre, gli sviluppatori hanno realizzato delle API per gli smartphone che montano più di due fotocamere (una anteriore e una posteriore). Grazie alle nuove API i sensori fotografici si scambieranno le informazioni sullo scatto e miglioreranno la qualità dell'effetto bokeh e dello zoom.

Gestione del volume

Su Android P i tasti del volume controllano in automatico il volume dei media, senza rischiare di attivare la vibrazione mentre si sta vedendo un film o una serie tv. Inoltre, la barra del volume non è posta più in verticale nella parte superiore dello schermo, ma è in orizzontale nella parte destra del display. Dovrebbe essere più semplice gestire il volume con una sola mano.

Localizzazione al chiuso

 

Android P supporta il protocollo IEEE 802.11mc Wi-Fi, conosciuto anche come Wi-Fi Round-Trip-Time (RTT) che permette di localizzare un utente anche se si trova al chiuso. Per proteggere la privacy dell'utente la posizione verrà salvata solamente all'interno del dispositivo.

Riempimento automatico

Il riempimento automatico (l'inserimento automatico della password per accedere al proprio account personale) viene esteso anche ad altre applicazioni, rendendo più semplice e meno dispendioso per le software house offrire questa funzionalità ai propri utenti.

Nuove animazioni

Piccoli cambiamenti anche a livello estetico, soprattutto per quanto riguarda le animazioni. Quando si passa da un'applicazione a un'altra, l'animazione del passaggio in Android P avviene in verticale, mentre in passato era in orizzontale. Cambiamenti nelle animazioni anche quando si torna nel menu precedente all'interno delle Impostazioni.

Come si chiamerà Android P

Fonti interne di Google affermano che il progetto Android P porta il nome di Android Pistacchio, ma in molte occasioni il nome "provvisorio" non è stato poi confermato dall'azienda di Mountain View. Bisognerà aspettare luglio-agosto per conoscere il nome ufficiale di Android 9.0.

Quando arriverà la versione definitiva di Android P

Google ha rilasciato un calendario con i prossimi appuntamenti. A maggio verrà rilasciata la seconda Developer Preview, mentre a giugno compariranno la terza e la quarta versione. A fine giugno ci sarà la quinta e ultima versione della Developer Preview e poi tra fine agosto e inizio settembre ci sarà il rilascio ufficiale.

La Developer Preview di Android P può essere scaricata dai possessori di un Google Pixel, di un Google Pixel XL, di un Pixel 2 e di un Pixel 2 XL.

8 marzo 2018

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