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ADSL: come funziona e come valutarne le performance.

Cos'è e come funziona l'ADSL

Dentro l'universo Digital Subscriber Line

La tecnologia DSL (Digital Subscriber Line) è una tecnologia atta alla trasmissione di dati digitali attraverso le linee telefoniche ovvero lungo cavi di rame detti "doppini". Essa si suddivide in un insieme di differenti protocolli di cui il più famoso è noto come ADSL (Asimmetrical Digital Subscriber Line).

L'acronimo DSL, traducibile in italiano con "Linea Digitale per Abbonati", si riferisce alla linea fisica che connette il cliente, detto anche "abbonato", con la rete telefonica; il termine "digitale" identifica, invece, l'uso specifico che si fa di tale linea.

ADSL: bande frequenze Voce e Dati

Ma qual è quest'uso digitale e cosa lo distingue da una normale telefonata analogica? Il doppino di rame, che compone gran parte della rete mondiale delle telecomunicazioni, era stato inizialmente previsto esclusivamente per la comunicazione telefonica e quindi per la trasmissione analogica della voce umana, ma, a cavallo di primi anni Sessanta del secolo scorso, ci si accorse che poteva trasportare efficacemente anche altre informazioni, se opportunamente digitalizzate.

In che modo questo è possibile? Sfruttando a questo scopo tutte quelle frequenze sonore che possono transitare nella rete in rame ma che non sono utilizzate dalla voce umana, come ad esempio gli ultrasuoni. Nel diagramma qui sopra sono evidenziate le frequenze di trasmissione di un comune doppino di rame, espresse in kiloHertz (1kHz = 1000Hz), suddivise per tipologia: l'intervallo che va da 0 a 4 kHz è quello coperto dalla comunicazione vocale, mentre quello superiore ai 25,8 kHz è riservato alla comunicazione digitale, e quindi alla DSL vera e propria.

Come funziona in sostanza una linea DSL? Come avviene il trasporto dei dati digitali?

Una volta individuato lo "spazio" utilizzato dalla tecnologia DSL per la trasmissione dei dati digitali su doppino telefonico, cerchiamo ora di capire come effettivamente avvenga questo trasporto.

Per far questo la prima cosa da capire è come viene trasmesso un singolo dato all'interno della rete DSL e per comprenderlo in maniera semplice è necessario risalire al metodo attraverso il quale comunicavano i primi modem in uso negli anni Sessanta.

Modem digitale

Questi modem avevano un funzionamento tutto sommato semplice: si limitavano ad inviare lungo la linea telefonica un impulso sonoro tonale, ovvero l'equivalente di una singola nota musicale, di diversa frequenza e quindi di diversa tonalità, a seconda del valore che assumeva la singola informazione binaria da trasmettere (il bit, elemento base della numerazione binaria, che può assumere i soli valori "0" oppure "1").

Per funzionare, il sistema richiedeva che due modem stabilissero anzitutto una comunicazione telefonica ed era quindi necessario che uno chiamasse l'altro, esattamente come avrebbero fatto due interlocutori umani. Una volta stabilita la connessione, il modem chiamante inviava un impulso sonoro tonale a 1070 hertz per indicare uno "0" oppure a frequenza 1270 hertz per indicare un "1". Il modem ricevente, invece, rispondeva utilizzando le tonalità 2025 hertz per uno "0" e 2225 hertz per indicare un "1".

Questa differenziazione tonale permetteva ai due modem di scambiarsi un flusso di informazioni continuo e contemporaneo senza interferenza e quindi senza il pericolo di "parlarsi uno sull'altro", come invece sarebbe successo a due interlocutori umani.

Il processo di trasformazione di un valore binario (il bit) in impulso tonale è detto modulazione. Utilizzando il metodo appena descritto bastavano 8 toni, inviati in rapida successione, per trasmettere l'intera codifica binaria ASCII (American Standard Code for Information Interchange) di un qualsiasi carattere alfanumerico. Secondo questa codifica, infatti, ogni carattere alfanumerico è "traducibile" in un "set" univoco di 8 valori binari (bit) detto byte o anche ottetto. Ad esempio, il carattere a (minuscolo) in codifica ASCII si traduce nella successione dei seguenti 8 valori binari: 1100001.

Comunicazione digitale

Dall'altra parte del filo telefonico il modem ricevente recepiva e riconosceva la frequenza degli impulsi tonali occupandosi quindi di ritrasformarli in dati digitali, passando nuovamente dal tono al valore binario associato, attraverso un processo di demodulazione. Infine, ogni 8 toni ricevuti, e quindi ogni 8 valori binari demodulati, era possibile ricostruire, partendo dalla codifica ASCII del carattere alfanumerico inviato, il carattere stesso.

Questa è, in soldoni, la comunicazione digitale: il passaggio di informazioni, come ad esempio il testo di un'email, avviene attraverso la trasformazione dei caratteri afanumerici che lo compongono in codice binario ASCII e la conseguente modulazione in frequenze tonali atte alla trasmissione DSL seguita poi dal processo inverso.

Vale la pena di sottolineare che la tecnologia DSL, utilizzando ai propri scopi bande di frequenze audio diverse da, ed in particolare superiori a, quelle utilizzate per la normale comunicazione vocale umana (come abbiamo visto nel paragrafo precedente), fa si che lo scambio di dati digitali possa avvenire anche contemporaneamente ad una normale telefonata o piuttosto all'invio/ricezione di un fax.

Le bande di frequenza: cosa sono e cosa rappresentano?

Abbiamo già parlato dei primi modem che comunicavano tra loro usando 4 frequenze diverse e ben definite: una per ogni valore binario (gli "0" e gli "1") inviato oppure ricevuto. In tal modo i due modem potevano scambiarsi dati digitali contemporaneamente, senza attese e senza interferenze (senza "parlarsi addosso").

Da allora, però, le tecnologie della telecomunicazione e della compressione digitale hanno fatto numerosi progressi rendendo possibile l'utilizzo di un numero molto elevato di frequenze "portanti", cioè in grado di trasportare un'informazione digitale, rispetto alle 4 disponibili inizialmente.

Queste frequenze vengono accorpate in "pacchetti" di frequenze contigue, delle dimensioni approssimative di 4000 kHz (in pratica delle stesse dimensioni della banda riservata alla comunicazione telefonica analogica), detti sottocanali. Ogni singolo sottocanale viene sfruttato dai modem più moderni come un modem degli anni Sessanta faceva con tutta la banda a disposizione, ovvero come una via di comunicazione in grado di trasportare in modo continuo un singolo flusso di dati binari.

Un certo numero di sottocanali, a loro volta contigui, vengono infine raccolti in bande di frequenza di dimensioni variabili a seconda della tecnologia DSL utilizzata. Queste bande vengono poi assegnate alle due diverse attività di trasmissione dati: la banda dedicata all'invio dei dati dal modem del cliente verso la rete viene detta banda di upload ("caricamento") mentre quella dedicata al percorso inverso viene detta banda di download ("scaricamento").

In tal modo diventa possibile usare contemporaneamente numerose frequenze per il trasporto dati, aumentando la "portanza" del flusso e quindi anche la velocità di trasmissione.

ADSL: bande frequenze Voce e Dati
PSTN: banda di frequenze dedicata alla comunicazione telefonica
Upstream: banda di frequenze dedicata all'invio dei dati digitali
Downstream: banda di frequenze dedicata alla ricezione dei dati digitali (Fonte: wikipedia)

Il protocollo ADSL ...

In che modo entra in gioco il protocollo ADSL (Asymmetric DSL)? Come abbiamo visto, la tecnologia DSL si basa sull'idea di sfruttare le frequenze audio lasciate "libere" dalla comunicazione telefonica tradizionale. A questo punto è necessario stabilire quali frequenze adibire alla trasmissione del segnale in uscita, ovverosia dal modem "chiamante"a quello "ricevente", e quali alla comunicazione inversa.

L'ADSL (Asymmetric Digital Subscriber Line, "Linea Digitale Asimmetrica per Abbonati") suddivide queste due bande in maniera asimmetrica (e di qui il suo nome): la banda dedicata al caricamento (canale di upstream, ovvero "flusso in uscita"), che va da 25,8 a 138 kHz, risulta più piccola di quella dedicata allo scaricamento (canale di downstream, ovvero "flusso in entrata"), che va da 138 a 1104 kHz. A queste, come si vede nell'immagine seguente, si affianca poi la banda di frequenze riservate alla comunicazione telefonica, la cosiddetta banda PSTN (Public Switched Telephone Network, ovvero "Rete Telefonica Pubblica Commutata").


Filtro ADSL tipo splitter - fonte: wikipedia

Il buco di frequenze che separa l'estremo superiore della banda telefonica (4 kHz) da quello inferiore di quella di caricamento dati (25,8 kHz) serve a creare un "cuscinetto" che assicuri che le due bande non creino interferenze reciproche. Per essere sicuri di questo alle normali linee ADSL vengono anche applicati degli appositi filtri di frequenza che hanno proprio lo scopo di separare, differenziandoli spesso con due apposite "porte", la parte analogica (fonia), a cui viene collegato il proprio apparecchio telefonico, da quella digitale (dati), a cui collegare invece il proprio modem ADSL.

Perché l'ADSL utilizza questa divisione asimmetrica delle bande e perché è un protocollo così diffuso? La spiegazione principale risiede nel fatto che un tipico utente Internet residenziale (ma per molti versi questo rimane vero anche per un utente business) ha soprattutto l'esigenza di ricevere dati dalla rete e molto meno quella di inviarli. Se pensiamo infatti alla tipica navigazione che effettua un utente di questo genere, noteremo che gran parte del suo traffico digitale riguarda quello "in entrata" (dalla rete verso il dispositivo dell'utente): seguire un programma in streaming, visionare un video su YouTube, leggere la propria posta elettronica oppure scaricare file e allegati dal web, per non parlare della normale navigazione Internet, sono tutti esempi di questo.

La banda di caricamento (upload) in questi casi può essere tranquillamente ridotta in quanto meno utilizzata, a vantaggio di una maggiore "capienza" della banda di scaricamento (download).

... e le sue "sorelle"

Ci sono però casi in cui le esigenze di traffico in entrata e in uscita sono più equilibrate. A questa tipologia appartengono quelle aziende che presentano o forniscono a terzi servizi web come hosting, servizi di pagamento online e siti web, in special modo quelli con grande audience, come le testate giornalistiche online.

Per questo tipo di esigenze esistono altri protocolli DSL, diversi da quello "Asimmetrico", che dividono le bande disponibili in maniera diversa, come ad esempio la SDSL (Symmetric Digital Subscriber Line) che però utilizza l'intera banda disponibile per la connessione dati e quindi non prevede una linea voce.

Rimanendo invece nella categoria dei protocolli asimmetrici, nel tempo questi si sono evoluti tentando di ottimizzare le proprie prestazioni ed assumendo di conseguenza varie denominazioni. Quelli più noti sono le evoluzioni dell'ADSL, l'ADSL2 e l'ADSL2+, e la sua "sorella" maggiore, la Very-high-bit-rate Digital Subscriber Line (VDSL) che comprende a sua volta l'evoluzione VDSL2.

Bande frequenze Voce e Dati per ADSL2 e ADSL2+
POTS (PSTN): banda di frequenze dedicata alla comunicazione telefonica
Upstream: banda di frequenze dedicata all'invio dei dati digitali
Downstream: banda di frequenze dedicata alla ricezione dei dati digitali
Fonte: Wikipedia

Cosa le differenzia? Andiamo per gradi: l'ADSL2 utilizza un miglior sistema di modulazione del segnale rispetto alla normale ADSL, questo permette l'utilizzo più intensivo delle bande di frequenze disponibili il che si traduce immediatamente in una maggiore "portanza" e quindi in un incremento delle velocità di trasmissione.

L'immagine qui di a fianco, invece, spiega abbastanza intuitivamente quali siano le principali differenze tra l'ADSL2 e l'ADSL2+: la seconda ha semplicemente raddoppiato la banda a disposizione per il download, spostando il limite superiore da 1,1 MegaHertz (1MHz = 1000kHz), previsto per l'ADSL e l'ADSL2, a 2,2 MHz.

E' facile dedurre che, raddoppiando la banda disponibile, è possibile raddoppiare anche la quantità di dati trasmessi e quindi raddoppiare, in ultima analisi, la velocità di connessione.

L'evoluzione nel tempo della velocità ADSL

Un tipico modem degli anni Sessanta aveva una capacità di trasmissione di 300 bps (bit per second, bit al secondo) il che corrispondeva ad una capacità di invio di circa 37 caratteri alfanumerici per secondo (8 bit per singolo carattere, nella codifica ASCII). Con questa velocità, per trasmettere completamente un testo della lunghezza di un SMS (160 caratteri alfanumerici), ci sarebbero voluti poco più di 4 secondi.

Modem ADSL

In quei tempi questa velocità era più che sufficiente, dato che supera di gran lunga la massima velocità di scrittura su tastiera o lettura su terminale da parte di un essere umano. Non appena però i dati da scambiare per via linea telefonica divennero qualcosa di più complesso di semplici successioni di caratteri alfanumerici, come ad esempio il download di grossi programmi o il trasferimento di foto ed immagini codificate, tale velocità risultò ben presto insufficiente.

Per questa ragione nell'arco di meno di vent'anni si passò dai 300 bps iniziali ai 56 kbps (kilobit per second, ovvero 56000 bps) che divenne la velocità di connessione standard nel 1998. A questi livelli lo stesso messaggio SMS di cui sopra si poteva trasmettere completamente in meno di 0,03 secondi (3 centesimi di secondo, un decimo del tempo impiegato da un battito di ciglia).

Il vero salto di qualità avvenne però a cavallo del 2000 quando vennero introdotti i primi modem ADSL che potevano raggiungere un massimo teorico, di 8 Mbps (Megabit per second, ovvero milioni bps, spesso indicati anche con Mbit/s) in download e 1 Mbps in upload. Come abbiamo visto, la tecnologia ADSL ha subito in seguito ulteriori miglioramenti passando dalla ADSL2, capace di performances teoriche di 12 Mbps in download, fino ad arrivare alla sua versione più recente, l'ADSL2+, capace di portare la normale linea telefonica in rame alla velocità teorica di 24 Mbps in download.

Considerando il fatto che il protocollo ADSL, nelle sue varie declinazioni, rappresenta di gran lunga la tecnologia di trasmissione dati da rete fissa più diffusa a livello nazionale (ma anche mondiale), d'ora in avanti faremo riferimento sempre a quest'ultima.

La mia ADSL è buona?

ADSL: velocità teoriche e velocità effettive

Ora che è diventato chiaro il funzionamento di una linea dati ADSL e le velocità di trasmissione che queste consentono, vale la pena chiederci se sia tutto così semplice ed immediato. La risposta, putroppo, è no: non per nulla sono state coniate le definizioni, divenute recentemente di uso comune, quanto meno nel gergo degli operatori di telecomunicazione, di velocità massima teorica e velocità minima garantita.

ADSL lenta: perchè?

Cosa distingue queste due definizioni? La velocità massima teorica rappresenta sostanzialmente la performance limite di una data tecnologia di trasporto digitale se posta nelle migliori condizioni possibili (in genere esistenti soltanto in un laboratorio tecnico).

La velocità minima garantita corrisponde, invece, alla velocità minima che l'operatore di telecomunicazioni si impegna a fornire ai suoi clienti. In genere questa soglia minima è davvero bassa e rappresenta il limite sotto il quale l'operatore può essere chiamato a porre rimedio al disservizio pena la decadenza del contratto senza oneri aggiuntivi a carico del cliente.

A queste due definizioni si affianca spesso anche quella di velocità effettiva che costituisce, in pratica, la velocità tipica che quella stessa tecnologia di trasmissione digitale raggiunge nei casi reali (nelle nostre case o nelle nostre aziende). Il valore di ques'ultima velocità si attesta normalmente all'interno dell'intervallo compreso tra due valori descritti sopra (velocità massima teorica e velocità minima garantita) sebbene tenda a trovarsi più vicina al limite inferiore che non altrimenti.

A cosa è dovuta la discrepanza, spesso notevole, tra la velocità massima terorica e la velocità effettiva che sperimentiamo nelle nostre case ed aziende? I fattori che possono influenzare la capacità di trasmissione di una linea ADSL sono troppo numerosi per affontarli tutti ma cercheremo ora di esaminarne i principali.

I fattori che influenzano la velocità di una linea ADSL

I fattori che possono influenzare negativamente la velocità della nostra linea ADSL si possono sostanzialmente dividere in tre categorie: fattori contingenti intrinseci, fattori contingenti esterni e fattori strutturali.

Fattori contingenti intrinseci

Nella prima categoria possiamo annoverare un numero piuttosto elevato e molto vario di fattori che sono indipendenti dall'effettiva performance della nostra connessione web ma che afferiscono piuttosto alle caratteristiche software e all'architettura hardware del particolare dispositivo con cui ci colleghiamo ad Internet. In tali casi la lentezza che avvertiamo nell'utilizzo della rete è provocata dal nostro strumento che non è in grado, per via dei suoi limiti intrinseci, di sfruttare al massimo la velocità di connessione di cui disponiamo.

Alcuni esempi di questa categoria sono i seguenti:

Computer lento?
  • hardware datato: un PC (o Mac) relativamente obsoleto potrebbe avere dei limiti intrinseci, come per esempio la velocità del processore centrale (il cosiddetto clock rate, "velocità di clock") e/o la velocità di scrittura/lettura del disco rigido (espressa principalmente dal suo data transfer rate, "velocità di trasferimento");
  • software non aggiornato: un Sistema Operativo (Windows, iOS, Linux, ecc.) obsoleto e/o una vecchia versione del Browser (Internet Explorer, Chrome, Firefox, Safari, ecc.) potrebbero influenzare negativamente le performance del dispositivo;
  • altre applicazioni e altri software installati sul nostro dispositivo che necessitano a loro volta di connettersi ad Internet, come ad esempio programmi di messaggistica in tempo reale, client di gestione la posta elettronica, sistemi antivirus e, soprattutto, software di condivisione peer-to-peer (P2P), potrebbero occupare una parte (a volte anche cospicua) della banda di trasmissione a nostra disposizione sottraendola al nostro utilizzo e quindi rallentandoci.

Intervenire su questi fattori allo scopo di migliorare le prestazioni della nostra linea dati è relativamente facile sebbene non sempre non esente da costi (ad es. costi per l'ammodernamento dell'hardware e/o per l'aggiornamento del software del nostro dispositivo).

Fattori contingenti esterni

Nella categoria dei fattori contingenti esterni figurano invece tutti quei fattori che possono influenzare negativamente la nostra esperienza di navigazione ma che non si trovano, di norma, sotto il nostro diretto controllo o sono addirittura totalmente indipendenti dal nostro particolare dispositivo.

Alcuni esempi sono i seguenti:

Virus informatico
  • software malevoli: virus o spyware installati, a nostra insaputa, sul dispositivo che utilizziamo per navigare, fanno spesso uso delle risorse di rete e/o delle risorse hardware del dispositivo stesso (ed es. rallentando il processore e/o occupando larghi blocchi di memoria) sottraendole al nostro "lecito" utilizzo;
  • altri dispositivi collegati alla rete domestica/aziendale necessitano anch'essi di scambiare dati con la rete, in special modo quando vengono usati per navigare in Internet oppure per caricare/scaricare file, e pertanto "entrano in concorrenza" con il nostro dispositivo condividendo la banda di trasmissione totale e quindi riducendo quella a nostra disposizione;
  • problemi di rete possono a volte verificarsi per ragioni legate alla rete fisica (ad es. per un malfunzionamento o rottura di un apparato di rete) o per ragioni contingenti (ad es. traffico eccessivo in orari di punta oppure in occasione di eventi di eccezionale rilevanza);
  • problemi di raggiungibilità del singolo sito web che vogliamo visitare dovuti a problemi tecnici del server che ospita il sito stesso (rottura/malfunzionamento dell'hardware) oppure a problemi di traffico eccessivo (troppe richieste rispetto alla capacità di gestione del server).

Mentre gli ultimi due casi sopracitati sono di norma al di là della nostra capacità di intervento e per quel che riguarda il secondo l'unica soluzione risiede nell'evitare un uso intensivo contemporaneo della rete, per il primo esistono degli accorgimenti che possiamo approntare in modo da minimizzarne gli impatti, se non addirittura eliminarli completamente.

E' infatti sempre buona norma, quanto meno su PC o Mac, dotarsi di un buon programma antivirus, possibilmente accoppiandolo con un sistema anti-spyware. Per far questo non è obbligatorio spendere grosse cifre: in rete si trovano ottimi sistemi di protezione informatica che sono assolutamente gratuiti o molto poco costosi; l'unica accortezza da osservare è quella di affidarsi ai più noti e comuni, eventualmente informandosi sul loro conto su forum o riviste specializzate, perché è già successo che software malevoli si spacciassero per mirabolanti sistemi antivirus/anti-spyware pur facendo l'esatto contrario.

Fattori strutturali

All'interno dell'ultimo gruppo, i fattori strutturali, annoveriamo quei fattori che riguardano la nostra particolare linea dati "fisica", ovvero il filo di rame che parte dalla nostra abitazione o azienda, quindi dal nostro modem, ed arriva alla locale centrale di smistamento.

Tali fattori si riassumono sostanzialmente nei seguenti:

Doppino telefonico
  • lunghezza totale del doppino di rame ovvero la nostra distanza dalla centrale: come vedremo in seguito, la tecnologia DSL soffre intrinsecamente di un effetto noto come attenuazione del segnale o attenuazione della linea che aumenta all'aumentare della lunghezza del cavo di collegamento;
  • interferenze elettromagnetiche: provocate, ad esempio, da linee elettriche ad alta tensione che corrono troppo vicine al nostro collegamento, da altri doppini telefonici (appartenenti ad es. ai nostri vicini) non adeguatamente isolati rispetto al nostro, dalla struttura particolare del nostro impianto telefonico domestico/aziendale;
  • qualità del cavo stesso: purezza e stato di ossidazione del rame che lo compone, efficienza e stato di usura della guaina isolante che lo avvolge (ad es. molte case d'epoca possiedono impianti obsoleti e/o usurati mentre nelle case di campagna è possibile che gli animali rovinino lo strato isolante che avvolge il doppino telefonico).

Questi fattori si trovano di norma completamente al di fuori della nostra capacità di intervento con la possibile parziale eccezione del controllo delle interferenze. Più avanti parleremo di come sia possibile limitare gli effetti delle interferenze attraverso alcuni accorgimenti pratici. Cerchiamo intanto di capire in cosa consista effettivamente il problema dell'attenuazione del segnale ADSL e perché sia così importante nel determinare la velocità della nostra connessione dati.

L'attenuazione della linea (o attenuazione del segnale) ADSL

Il problema principale che influenza la performance di una connessione ADSL è il cosiddetto effetto di attenuazione della linea che aumenta in modo proporzionale alla lunghezza del doppino di rame sul quale transitano i dati. Questa lunghezza corrisponde spesso alla distanza alla quale si trova l'abitazione o l'azienda dell'utente dalla cosiddetta "centrale telefonica" che a sua volta rappresenta il "portale" che raccoglie le linee telefoniche e quindi i dati digitali delle utenze private smistandole poi alla rete.

In cosa consiste esattamente questo effetto ed a cosa è dovuto? L'attenuazione di un segnale indica la circostanza per la quale la potenza iniziale del segnale stesso tende a decrescere mano a mano che questo si sposta lungo un mezzo trasmissivo. Nel caso di una trasmissione ADSL si può immaginare il segnale elettronico che lo contraddistingue come un insieme di palline (una semplificazione degli elettroni che lo compongono) che vengono fatte transitare lungo un tubo non perfettamente liscio e sgombro (una rappresentazione del doppino di rame lungo cui si propaga il segnale), ma contenente, al suo interno, alcune buche e degli ostacoli: in questo caso alcune delle palline che transitano tenderanno ad essere rallentante o addirittura fermate da queste asperità e questo numero sarà tanto maggiore quanto più lungo sarà il percorso che l'insieme di palline dovrà percorrere all'interno del tubo. Ecco spiegata l'attenuazione del segnale: più lungo è il doppino telefonico lungo il quale transita il segnale ADSL, tanto maggiore sarà l'attenuazione che questo subisce.

Ecco anche spiegata l'importanza che la qualità del rame che compone il nostro doppino telefonico, il suo eventuale stato di ossidazione e lo stato di usura dell'involucro isolante del cavo, hanno nel determinare questo effetto: quanto meno puro è il rame e quanto meno è efficace il suo isolamento (isolamento dagli agenti esterni e isolamento elettromagnetico) tanto più numerosi saranno gli ostacoli incontrati dagli elettroni nel percorrere il doppino telefonico e pertanto tanto maggiore sarà l'effetto di attenuazione del segnale ADSL.

ADSL, ADSL2 e ADSL2+: quale la migliore?

Diagramma velocità/distanza ADSL

Questo effetto è ben rappresentato nell'immagine riprodotta qui a fianco che compara le velocità massime teoriche in download delle tre tecnologie ADSL più note, ovvero l'ADSL e le sue evoluzioni l'ADSL2 e l'ADSL2+, in funzione della lunghezza del doppino e quindi della distanza tra il cliente e la centrale.

Dal grafico è facile notare che le velocità massime delle due tecnologie più datate (ADSL e ADSL2) cominciano a decadere per distanze relativamente brevi (circa 1Km e circa 1,5Km rispettivamente) proprio a causa dell'effetto di attenuazione del segnale spiegato in precedenza.

Per contro, una tecnologia relativamente più moderna come l'ADSL2+, a fronte di una velocità teorica iniziale doppia rispetto all'ADSL2 (24 contro 12Mbit/s), è caratterizzata da un effetto di attenuazione consistente già su distanze piccolissime. Esaminando il grafico, si nota bene come la capacità di download dell'ADSL2+ arrivi a performare peggio della tecnologia di riferimento (l'ADSL2) per distanze superiori ai 4Km circa ed addirittura peggio della datata ADSL per distanze superiori ai 5Km circa.

La tecnologia VDSL: un passo avanti?

Diagramma velocità/distanza VDSL

L'immagine qui a fianco confronta invece le velocità massime teoriche in download delle due teconologie ADSL più recenti, la VDSL (o VHDSL, Very High-speed Digital Subscriber Line) e la VDSL2, comparandole con l'ADSL+, sempre in base alla distanza percorsa dal segnale (lunghezza del cavo in rame).

Come si può ben notare dal grafico, tutte le più recenti tecnologie ADSL, pur aumentando notevolmente le velocità teoriche iniziali in dowload (toccando anche la notevole cifra di 100 Mbit/s con la VDSL2), hanno in comune una fortissima correlazione tra la propria capacità di trasmissione e la distanza percorsa dal segnale e quindi la lunghezza del doppino che congiunge il cliente con la centrale.

Anche in questo caso, come già osservato nel grafico precedente per l'ADSL2+ rispetto all'ADSL2 e all'ADSL, le due tecnologie "di punta" arrivano a performare peggio dell'ADSL2+ (tecnicamente la tecnologia meno avanzata tra le tre presenti nel grafico) già su distanze molto piccole: meno di 1 Km per la VDSL2 e poco meno di 1,5Km per la VDSL.

Queste considerazioni fanno capire come la distanza che intercorre tra il modem del cliente e la centrale di smistamento sia un elemento essenziale da considerare quando si intende valutare l'effettiva velocità di connessione per la linea ADSL a propria disposizione.

Vale la pena di ricordare qui che la tecnologia VDSL è utilizzata da Fastweb per i suoi servizi in conntettività FTTS (Fiber to the Street).

L'ADSL Bitstream

Il Bitstream è una modalità di connessione ADSL per la quale l'operatore telefonico ex-monopolista (nel nostro paese rappresentato da Telecom Italia) mette a disposizione la sua infrastruttura agli altri operatori.

La postazione del cliente finale (il modem) è collegata tramite doppino telefonico in rame ad un apparato DSLAM (Digital Subscriber Line Access Multiplexer) di Telecom Italia posto nella centrale telefonica di zona. Qui i segnali di tutti i clienti vengono portati verso uno dei 32 punti di raccolta nazionali che sono interconnessi con gli altri operatori di telecomunicazione (Fastweb, ad esempio).

Il servizio Bitstream è nato per permettere a tutti gli operatori di telecomunicazioni di fornire i propri servizi nelle aree geografiche non ancora coperte dalla rete proprietaria, ovvero dove Telecom Italia è l'unico operatore in grado di offrire accesso ADSL. Viene garantita così la possibilità di scelta per il cliente finale e una maggiore concorrenza tra gli operatori.

Quali sono le differenze tra Bitstream e ADSL su rete Fastweb (ULL)?

Con il Bitstream il cliente è collegato tramite apparati e infrastruttura di proprietà dell'ex-monopolista: il doppino, la centrale telefonica con il DSLAM e il punto di raccolta dove si trovano i punti di presenza degli altri operatori di telecomunicazione. Solo a partire da quest'ultima infrastruttura inizia effettivamente la rete in fibra ottica di Fastweb. Questo significa che tutta la rete in Bitstream, che va dal cliente al punto di raccolta, è gestita, controllata e manutenuta da Telecom Italia, senza possibilità di accesso diretto e di intervento da parte degli altri operatori.

Nel caso in cui, invece, l'abitazione del cliente sia raggiunta dalla rete Fastweb in ADSL (tecnologia fornita attraverso il cosiddetto ULL, Unbundling Local Loop, conosciuto anche come "liberalizzazione dell'ultimo miglio"), il modem del cliente, il DSLAM e tutta la rete sono gestiti e controllati direttamente da Fastweb. In questo caso solo il tratto iniziale che intercorre tra l'abitazione del cliente e la centrale telefonica, coperto dal doppino in rame, viene affittato da Telecom Italia.

Fastweb utilizza il Bitstream?

Sì, ma solo laddove non sia ancora arrivata con la propria rete in fibra ottica o ADSL. In questi casi Fastweb acquista da Telecom Italia il servizio di accesso Bitstream e tutta la banda necessaria a fornire un servizio della più alta qualità possibile ai propri clienti.

Le performance della mia ADSL

A che distanza mi trovo dalla centrale di zona?

A questo punto dovrebbe essere chiaro che una delle informazioni più importanti che ci servono per capire quanto sia valida, veloce e performante, la nostra connessione ADSL è proprio la distanza "fisica" che intercorre tra il nostro modem e la centrale telefonica di zona.

Una centrale telefonica, ovvero uno Stadio di Linea

E' putroppo molto difficile calcolare con precisione questo valore ma, sfruttando una serie di accorgimenti e di "trucchetti", vedremo come sia possibile ottenere comunque, seppure con una certa approssimazione, questo dato.

Uno dei metodi più intuitivi e, spesso, più corretti per stabilire la propria distanza dalla centrale telefonica di riferimento (detta anche, in gergo tecnico, "Stadio di Linea") è quella di informarsi sulla sua locazione, ad esempio presso un tecnico di un'azienda di telecomunicazioni.

La rete telefonica italiana conta circa 10.500 Stadi di Linea che coprono i circa 8.100 comuni italiani, pertanto è logico aspettarsi che ogni comune di una certa dimensione ne conti almeno uno, mentre nelle grandi città è probabile che ce ne sia uno per ogni quartiere.

Una volta ottenuta l'informazione sulla locazione della centrale, sarà sufficiente consultare uno dei tanti siti online di mappe geografiche (uno dei più famosi è www.maps.google.it: un esempio qui accanto) nel quale inserire l'indirizzo dello Stadio di Linea più vicino e quindi chiedere al sistema di fornirci il percorso da quel punto verso il proprio indirizzo. E' consigliabile, ove possibile, richiedere il percorso pedonale in quanto si tratta probabilmente del percorso più vicino al percorso reale delle canaline telefoniche che contengono i doppini di rame che vi collegano alla centrale telefonica di zona. A questo punto basta prendere nota della distanza totale indicata nel percorso che corrisponderà, con una certa approssimazione, proprio alla distanza che ci separa dalla centrale di zona.

Vale la pena di evidenziare che, per quanto riguarda la rete ADSL italiana, la distanza tra utente e centrale di zona si aggira, in oltre il 90% dei casi, su valori inferiori ai 3 Km e che, nei restanti casi, arriva tutt'al più a superare di poco i 6 Km.